Facebook nasconde la pagina ufficiale della Croce Rossa Italiana di Sansepolcro.

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Riflessioni sulla meschinità.

Da alcuni giorni Facebook ha nascosto la pagina ufficiale della Croce Rossa Italiana Comitato di Sansepolcro ODV impedendone la visualizzazione.

Il motivo? Eccolo!

Friedrich Nietzsche ha scritto:

Guardati dalle persone meschine! Esse si sentono meschine di fronte a te, e la loro bassezza cova, ardente sotto la cenere, una vendetta invisibile.

Ovviamente il provvedimento di Facebook è chiaramente infondato ed ho già presentato ricorso producendo tutta la documentazione del caso, fiducioso che la pagina venga a breve resa pubblica.

Non esiste alcun furto d’identità nella gestione della pagina, che viene gestita da una socia su autorizzazione del sottoscritto, nel pieno rispetto degli standard della community e delle condizioni d’uso.

Una pagina di servizio dedicata alla comunità, che viene segnalata a Facebook come uno strumento d’illegalità da un anonimo “meschino”; vigliacco alla stessa stregua “dei leoni da tastiera” che popolano il web e i social network.

E Facebook cosa fa? Abbocca, oscura la pagina e lascia attivi falsi profili che definire fuorilegge è meramente riduttivo.

Il termine “meschino” viene dall’arabo miskīn, cioè povero, misero. Il soggetto meschino è sventurato, scarso, gretto.

Il concetto di meschino nasce, allora, con un significato di povertà infelice, di miseria sventurata, che si estende ad indicare la mediocrità, la scarsità, sia in termini di qualità che di quantità.

Oggi la meschinità ha acquisito una preponderante dimensione morale: il meschino è il gretto, chi ha vedute e sentimenti angusti. La meschinità si declina in squallore, avarizia, opportunismo, e in quei segni e sensi che comportano povertà d’animo.

In ogni caso va posto l’accento sulla polivocità della parola, non si tratta, cioè, di una parola dal significato esatto, geometricamente misurabile, ma essa appare nebulosa e poliedrica.
Ad ogni modo, sia che si esprima dal punto di vista di un tornaconto economico, che da quello dell’inganno dei sentimenti altrui, siamo ben lontani dal concetto di dignità, come consapevolezza dei propri principi morali e del rispetto di essi.

Quant’è difficile sopportare e digerire la meschinità di chi, per un motivo o per l’altro, ritiene di avere subito da noi un torto, e si ingegna quindi a farcela pagare in mille subdole maniere. Spettegolando, diffamando, togliendoci la terra sotto i piedi e cercando di farci terra bruciata intorno e cercando di convertire anche gli altri alla sua causa al solo scopo di isolarci.

Isolare la Croce Rossa?

So bene che l’unica maniera sensata di reagire a tutto questo è l’indifferenza, dal momento che qualsiasi altra reazione più impulsiva non otterrebbe altro esito che quello di innescare una spirale infinita di controreazioni.

Ma quando la situazione diventa insostenibile, quando la meschinità dell’essere inutile si accanisce contro la Croce Rossa in un momento delicato come quello che stiamo attraversando, ci vuole tanto autocontrollo per non esplodere.

Cerco di stare calmo e di autoconvincermi che chi si dedica a seminare tanta zizzania avrà un tale inferno interiore da gestire da meritare pietà e non reazioni colleriche. Ma sono nauseato dall’abiezione di certi personaggi di cui purtroppo è pieno il mondo, e, presumo, l’esistenza quotidiana di ciascuno di noi. Torve figure che, incapaci di costruire alcunché di positivo per sé stesse, cercano un’impossibile compensazione, insinuandosi nelle esistenze altrui per smantellarne la credibilità e la pace.

Biagio La Monica

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